BRAVI! sfido chiunque a convincermi che uno qualunque dei punti in questo articolo non é condivisibile sulla base del buon senso.
http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_23/riforma-gelmini-scheda_5a91750c-0eac-11e0-bfcf-00144f02aabc.shtml
Letto l'articolo, ho scritto:
"Oltre al fatto che l'articolo sia fortemente schierato (esattamente 'di propaganda') posso dire:
punto 1: vietato l'ingresso, ma non nello stesso ateneo del parente, bensì nello stesso dipartimento: la norma è dunque facilissimamente aggirab...ile.
punto 3: membri esterni? chi? le imprese? i partiti? quali interessi rappresenteranno al di là di quelli puramente scientifici del Senato Accademico?
punto 8: non vedo come la riduzione dei settori possa essere un punto a favore; magari si risparmia, ma di certo di produce meno ricerca e meno diversificata. Lo dico da appartenente a un micro settore di eccellenza (l'Egittologia all'interno dell'Orientalistica)
punto 9. vedi sopra; si fa per risparmiare, o per produrre migliore conoscenza?
punto 10: abolizione delle borse post-dottorali. E cosa ci danno in cambio? invece di renderle più pagate e con diritto, le tolgono addirittura.
punto 15: prestiti d'onore, così gli studenti escono dall'università già pieni di debiti. Bello.
punto 16: "Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto". Sempre per favorire le imprese, non la ricerca.
Nel complesso, mi sembra ci siano solo dei gran tagli al finanziamento, come da sempre in questo governo, e in parte in quelli precedenti".
Mi è stato risposto, e vi raccomando di leggere bene il punto 8:
"Il Corriere é di propoganda. Alle manifestazioni ci vanno dei giovani spensierati e armati di pace e se é successo qualcosa é certamente colpa é degli infiltrati (a questo proposito http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_23/intervista-...cristiano-guerzoni_35d321a4-0e28-11e0-8558-00144f02aabc.shtml). Gli addetti ai lavori sono tutti degli stakanovisti e puri di cuore: in effetti nella mia carriera scolastica ho incontrato centinaia di impiegati pubblici che poi sono tutti morti di fatica.
Punto 1: attualmente non c'é neanche la limitazione del dipartimento. Critica sterile.
Punto 3: dei sindaci, esattamente come nei consigli di amministrazione delle imprese in germania. Cosa pensi che a Rotterdam, o a Stoccolma non ci siano dei rappresentanti delle imprese nelle universitá? Forse é per questo che la gente trova lavoro mentre studia e ha canali di accesso diretti quando finisce.
Punto 8: non devo star qui a dirti quante universitá inutili ci sono in italia. Non ridurranno certo la ricerca medica, ma con tutto il rispetto per i tuoi interessi forse sarebbe meglio spendere i soldi degli italiani in qualcosa di piú concreto. Io egittologia andrei a studiarla in Egitto.
Punto 9: il criterio é che non ha nessun senso che ci siano cinquemila universitá identiche. In Italia abbiamo 79 atenei. Il numero delle sedi universitarie, tra centrali e distaccate, è di oltre 150. Ma ti sembra un numero sostenibile?
Punto 10: cioé fammi capire. dopo che uno ha fatto il dottorato in scienze della comunicazione, puó anche fare un post dottorato in scienze della comunicazione? e fino ad ora c'era pure la borsa di studio?
Mi chiedo perché non ci ho pensato prima. Ho sbagliato carriera.
La ricerca di finanziare non é quella attraverso le universitá mangiasoldi, ma quella attraverso i laboratori scientifici e tecnologici.
Punto 15: conosco molta gente in gamba che ha sempre lavorato per mantenersi agli studi. Senza indebitarsi. D'altra parte, la mia coinquilina inglese ha studiato ad Oxford e per laurearsi ha sottoscritto un prestito d'onore perché il regolamento inglese proibisce agli studenti di lavorare in modo che possano concentrarsi sugli studi. Non ci vedo niente di male.
Punto 16: il vantaggio mi sembra evidente. Un ricercatore che riceve una buona proposta di lavoro dagli stati uniti se ne va cinque anni senza perdere la possibilitá di tornare a fare il lavoro che gli piace. E magari riportare un po' di conoscenza pratica dentro l'universitá.
E´ora di smetterla di fare i disfattisti e di vedere il bicchiere mezzo vuoto. Impegnamoci perché queste norme vengano applicate nel modo giusto. Ma non in piazza, dentro l'universitá, rimboccandosi le maniche".
Ora, fra tutte le enormità scritte, a me non va giù proprio il punto 8. Ho risposto:
"Punto 8: scusami, ma quanto dici mi offende a morte. Mi sembra la cosa più idiota che abbia mai letto. Lo sai che l'Egittologia l'abbiamo inventata noi italiani? Concreto? Cosa è concreto? Solo la medicina o la chimica o l'economia? E perché Egittologia si dovrebbe studiare solo in Egitto? Allora archeologia romana si dovrebbe studiare solo in Italia e archeologia greca solo in Grecia? I miei non sono 'interessi', io non faccio l'archeologo per diletto, non vado col metal detector in campagna quando non so che cazzo fare. Il mio è un lavoro, al pari del medico, del chimico e dell'economista. E poi studiare egittologia in Italia non fa bene solo agli egiziani. Quante collezioni egiziane ci sono in Italia? Lo sai che abbiamo il secondo museo egizio più grande al mondo? Che gli italiani hanno scavato in Egitto dal 1828?"
Voglio dire, a monte: è la solita storia che gli studi umanistici non valgono niente rispetto a quelli utili tipo quelli che ci fanno avere il computer, l'asfalto drenante e le medicine contro l'influenza. UTILE. Cosa è utile? Una bella canzone o una sifonia di Mozart sono utili? Un quadro di Picasso o di Canaletto sono utili? Una scultura, una fontana, un giardino pubblico: sono utili? Nella bellezza c'è utilità? In un bel libro c'è utilità? Nella conoscenza in sé c'è utilità? Nella conoscenza di noi stessi c'è utilità? Già, perché dacché l'uomo è uguale a se stesso, conoscere il passato è un po' come conoscere se stessi. La proporzione fra l'umanità con la sua storia è quella fra noi e il nostro passato, che parte dalla memoria puerile e affettuosa dei nostri genitori e dei nonni. Da lì traiamo le nostre radici, le nostre abitudini, a volte il modo di camminare è quello dei nonni, gli occhi del papà, le espressioni quelle imparate in cucina con la mamma. Il tutto si può sintetizzare nella fra se di Cicerone: "Non conoscere cosa è successo prima della propria nascita vuol dire rimanere sempre un bambino". Ma uno che dice: "Perché dovremmo pagare dei ricercatori, se produciamo le più belle scarpe del mondo?" svela tutta la pochezza e la limitatezza del suo mondo. Niente.
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